Tra lo sconforto e l’incredulità ho letto qualche giorno fa una notizia che riportava la scelta di uno dei più prestigiosi atenei europei: aiutare le ragazze a migliorare le loro performance negli esami permettendo loro di <<farli da casa>>. Sembrerebbe infatti che le studentesse, nonostante a scuola vadano decisamente meglio dei loro coetanei maschi, perdano slancio e sicurezza durante le prove d’esame: colpa dell’emotività , parrebbe. Per andare incontro alle ragazze e ridurre il divario di genere nei risultati finali,  hanno pensato (male) di modificare la prova di esame e dunque eliminare il confronto con la loro emotività. Stiamo parlando dell’Università di Oxford, che sicuramente ha preso e promosso questa decisione con le migliori intenzioni, ma con altrettanta superficialità. Un vero “insulto” alle capacità femminili, hanno denunciato in tanti. E’ infatti come certificare che le donne non siano in grado  affrontare lo stress. Che di fronte alle difficoltà, tensioni, prove della vita e del lavoro avranno sempre bisogno di “metodi protetti”: La verità è che le ragazze sono invitate “a studiare”, laddove i loro coetanei maschi invero “a rischiare”. Alle prime è richiesto metodo e conformismo,  dedizione e senso del dovere agli altri spirito di rischio e di iniziativa: e se sbagli ? Don’t Worry! La soluzione è presto fatta: basterebbe uniformare i modelli educativi e premettere alle ragazze di rischiare, sbagliare ed essere premiate comunque, per le idee innovative e non per la pura aderenza al perfezionismo richiesto.