Finalmente. Dopo aver inviato centinaia di curriculum, fatto corsi, stage, certificazioni ed esami, il grande giorno è arrivato: avete un appuntamento per un colloquio di lavoro. Ed ecco che una domanda alla quale non avevato pensato fa capolino nella vostra testolina: Come ci si veste ad un colloquio di lavoro? O meglio come si fa a non fare gaffe ed incappare in grossolani errori? Abbiamo pensato a qualche dritta, per evitare proprio i peggiori outfit che potrebbero rischiare di rovinare tutto! Date uno sguardo prima di avventurarvi in improbabili e rischiosissime scelte…

 1. Il colloquio di lavoro non è una cerimonia. Non abbiate tentennamenti: il bellissimo completo che avete indossato alla laurea o alla  cresima di vostra cugina va lasciato senza dubbio nell’armadio. Tessuti lucidi, strass, tacchi 12 o gessati per i maschietti (si anche voi non siete esonerati cari amici), sono assolutamente da bandire. Il rischio sarebbe quello di apparire come degli sventurati pinguini fuori luogo. Il colloquio non è una festa!

2. Il colloquio di lavoro non è un incontro tra amici. Altro errore da evitare, all’opposto, sdrammatizzare troppo e per sentirsi “self-confident”.  Vestirsi come capita: come quando usciamo per un aperitivo con gli amici e per un giro al mercato. Siamo daevvero convinte che “tanto sapranno valutare il mio curriculum e le mie esperienze, l’abito non fa certo il Monaco. Voglio essere me stesso e sentirmi a mio agio!”. Niente di più falso. Gli estremi non vanno mai bene: se è vero che è meglio evitare un abbigliamento da matrimonio nessuno ci autorizza a presentarci con il jeans strappato e le espadriallias.

3. Il colloquio di lavoro non è una lezione all’Università o un the con la zia Giuditta. Altra trappola: posizionarsi nel mezzo e tirare giù dall’armadio camicetta bianca e maglioncino beige, il solito, quello che “va bene per tutte le occasioni” e che portava tanta fortuna agli esami. Commettere questo errore significa invece portarsi sfiga da soli. E’ il famoso “maglioncino ceruleo infeltrito” del film  Il Diavolo Veste Prada, quello che si sceglie perchè si vuol gridare al mondo: vedi non mi prendo troppo sul serio per curarmi di ciò che mi metto addosso. Il risultato sarà quello di apparire come persona sciatta e banale,  che dimostra di credere poco in se stessa: perchè dovrebbero crederci allora coloro che ti stanno offrendo un lavoro?

4. Il colloquio di lavoro non è un funerale. Ovvero il Nero assoluto è da bandire e non va bene per tutte le occasioni. Fa tristezza e rende cupi e spenti ammenochè non siate belle e bionde come Charlize Theron. Allora se decidete di indossare qualcosa di nero,  spezzate  con accessori colorati abbinati, possibilmente dello stesso colore.

5. Il colloquio di lavoro non è un casting di modelle. Alle volte la tentazione c’è…altre volte l’amica del cuore ti strizza l’occhio e ti dice: ma vah…se il selezionatore è un uomo, “vai metti in mostra le gambe o una bella scollatura a cuore, vedrai che male non fa”. Eh non è proprio così. La volgarità è da bandire  dunque vietatissime mini sopra il ginocchio, tacchi vertiginosi, miniabiti in pelle e push up abbinati. Non farete colpo su nessuno con un abbigliamento vistoso e volgare, se siete fortunate li farete sorridere un pò per poi liquidarvi  con un “le faremo sapere grazie”. Se invece siete meno fortunate otterete sicuramente qualche proposta: ma non di lavoro.

6. Il colloquio di lavoro non è una gara di mancure. Da bandire unghie dipinte da strega, colori sgargianti, fiorellini applicati glitter…e togliete  piercing e coprite i tatuaggi se li avete!

7Il colloquio di lavoro non è il Festival di Sanremo o la prima alla Scala. Tornate con i piedi per terra: non siete la premiere dame di un Gala della High Society e non c’è nessun tappeto rosso da attraversare. Dunque banditi abiti lunghi, strass e tacchi vertiginosi  abbinati ad improbabili pochette di raso. Inutile consiglio direte voi: in parte. Qualcuna (o qualcuno) si lascia andare a ridicole manie di protagonsimo nella speranza di “non apparire sciatta”. Ed il risultato è impietoso!

8. Il colloquio di lavoro non è un happy hour in spiaggia. Questo consiglio vale sopratutto durante la stagione più calda: evitate rigorosamente magliette con scritte a caratteri cubitali, pinocchietti, maxi camicie di lino bianco ed espadrillias, vestitini svolazzanti o fioriti: ed occhio alla brutta abitudine di usare gli occhiali da sole come cerchietto: fanno coatto, è certo!

Rigore e sobrietà dunque saranno le vostre alleate amiche, e per non sbaglaire outfit occorre partire da due regole semplici: capire quale tipo di azienda/persone incontriamo e cosa si aspettano di trovare nel future collaboratore (anche in termini di imagine). Ma sopratutto dimenticate di voler indossare per forza quello che vi rende felici o vi fa sentire a proprio agio. Potrebbe non essere ciò che serve per “far risplendere al meglio” le nostre qualità: ebbene si, siamo quello che pensiamo, siamo quello che facciamo…ma siamo inesorabilmente anche quello che indossiamo.